“Il libro delle case” di Andrea Bajani

Disegnare una geografia della propria esistenza partendo dalle case in cui siamo vissuti è una bella sfida.

Bajani ci prova e ci riesce, tratteggiando la vita del suo Io letterario grazie a una prospettiva inedita, che gioca con luoghi e tempi in un’ottica molto ancorata alla descrizione della realtà fisica e alle architetture – ancora più complesse – puramente mentali o emotive.

Lo fa grazie a una storia frammentata come un mosaico, ispirandosi a un criterio narrativo erede del nouveau roman, che riesce pienamente nell’intento di creare un essere fatto di carta e fogli con tutte le contraddizioni e i travagli interiori degli esseri fatti di carne e ossa.

Si può infatti parlare anche per Il libro delle case di un’école du regard, a patto però che tale sguardo sia quello di un geometra o di un architetto. Non si parla infatti solo di oggetti o vedute ma di metrature, piastrelle, colori: ogni casa, vera o metaforica, è tratteggiata grazie ai minuscoli particolari che le conferiscono una profondità narrativa e la allacciano a un periodo della vita o a uno stato d’animo in cui tutti i lettori riescono a riconoscersi.

A partite dagli ambienti vengono poi sviluppate le trame, che s’intrecciano attorno alla figura del narratore Io dalla sua nascita negli Anni Settanta a oggi, scorrendo tra locali di servizio e salotti signorili, materassi e tavoli, malattie, amori finiti, amori proibiti, legami familiari, in una specie di museo della memoria.

Alla ricerca di sé stesso, il narratore ci parla infatti dell’anima degli oggetti e della loro memoria sensibile. Ma cosa resta sotto i mattoni, l’intonaco, le incisioni in una fede nuziale?

Ci sono i passi di un bambino che cresce, inciampa, si sbuccia un ginocchio, si rialza, orme di tartaruga impassibili nel corso degli anni, passi di uomo che cambiano e ritornano in un ballo solitario: c’è una cartografia della propria esistenza che si dipana fra gli eventi della storia collettiva e le pagine di alcune mappe catastali molto “à la Sebald” (sarebbe bello che fossero effettivamente le mappe delle case di cui si parla, ma non ci è dato saperlo).

Colpisce positivamente, oltre alla struttura decisamente innovativa, anche il fatto che un libro così atipico sia arrivato in cinquina allo Strega.

Naturalmente non si tratta di una lettura agevole né scorrevole, ma di un progetto con un obiettivo, ben delineato già dalle prime pagine, che necessita di lettori in grado di capirlo.

La meraviglia del Libro delle case va svelata lentamente, a volte faticosamente. Ogni tanto, come in ogni abitazione, nelle stanze più disadorne c’è un dettaglio che raccoglie l’attenzione di noi ospiti: una frase stranamente poetica, un frammento così delicato da sembrare autobiografico, una piccola perla di enorme umanità da portarsi via, nascosta in tasca, quando la nostra visita è finita


Accoppiamenti giudiziosi

L’architettura è in grado di colpire molto a fondo anche artisti che normalmente si occupano di diversi mezzi di comunicazione.

Oltre a Bajani, ne è un esempio anche il grande artista statunitense Ellsworth Kelly, che ha dedicato diverse opere a un elemento architettonico estremamente comune come semplice comparsa in dipinti e libri ma mai reso protagonista: la finestra.

La finestra masticata e digerita da Kelly diventa pura astrazione: un incrocio di linee e campi destinato a trascendere la sua semplice funzione originaria di punto d’accesso per lo sguardo, pronto a elevarsi a simbolo, a luce pura.

Quale strumento migliore per guardare nelle vite di chi ci circonda?

Leggendo il Libro delle case ho sempre immaginato di guardare a Io, Moglie, Padre e Nonna dalle loro finestre (incrocio di linee, colori, simbolo), provando ad estrarre un respiro universale ed eterno dalle loro voci particolari e contingenti.

È proprio questo che prova a fare lo stesso Kelly rielaborando continuamente le sue finestre: le depura, le scava come uno scultore che di fronte a un tronco di legno vede una scultura prendere vita.

2 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...