Oggi parliamo di funghi. Non smettete di leggere, vi prego: abbiate fiducia. Ne varrà la pena.
Se pensiamo a un libro sui funghi è naturale visualizzare la guida polverosa che tutti gli zii appassionati di montagna hanno in casa, la foto dell’autore coi baffi in terza di copertina, i disegni di cosa è commestibile e cosa no.
È difficile immaginare un saggio narrativo sui funghi che non cada nel cliché del culinario, che sappia evocare veramente una forma di bellezza mentre ci parla di ife e miceli, eppure Merlin Sheldrake riesce a confezionare un’opera meravigliosa, al contempo personale e universale, dedicata interamente al mondo sotterraneo di questo regno enorme e negletto, sempre schiacciato tra animalia e planta eppure straordinariamente centrale nella storia dell’umanità.

Si può parlare di questo tema in molti modi, restando in bilico sul crinale sottile che divide divulgazione e ricerca, noia e banalità. Sheldrake non si lascia sedurre da nessuno di questi poli e per L’ordine nascosto (Marsilio) sceglie un approccio anomalo: procede infatti come il micelio, ubiquo e istintivo, nel materiale raccolto durante la sua esperienza di ricercatore e scrittore, e propone al lettore quadri e divagazioni che seguono un ordine fatto di suggestioni piuttosto che di una rigorosa scaletta espositiva.
L’effetto è totalizzante, sembra quasi di sprofondare in questo mondo oscuro e potente, capace di controllare gli insetti e propagarsi invisibile sotto i nostri piedi, mettere in comunicazione le piante e farci partire per sterminati panorami psichedelici.
Non se ne parla quasi mai, non si vedono. Eppure i funghi sono dovunque: sono i lieviti che ci aiutano a produrre pane e birra, sono le muffe che troviamo sul formaggio dimenticato nel frigorifero, sono la rete intricata e onnipresente che innerva le nostre foreste, sono parte dei licheni che vediamo sulle rocce, sono l’artefice invisibile dei nostri antibiotici.

Questa situazione è tanto più affascinante quanto più ci stacchiamo dal preconcetto de fungo inteso come solo corpo fruttifero: la parte più importante è quella che non vediamo quasi mai, il micelio che avanza nel terreno e si allaccia alle radici degli alberi in un intimo processo di comunione e convivenza.
Sheldrake ci aiuta ad approfondire tutto questo senza mai annoiare il lettore, suggerisce ed esplora come uno scrittore di viaggio mentre tocca e respira direttamente la materia della sua ricerca, dal Piemonte dei tartufai ai laboratori di Ecovative, nello Stato di New York, che produce materiali da costruzione col micelio.
La sua materia di studio è qualcosa di sfuggente e potentissima, restia a rivelare i suoi segreti e proprio per questo meritevole di essere maneggiata con cura, vissuta in prima persona, compresa intimamente e fisicamente come parte fondativa della nostra vita su questo pianeta.
Accoppiamenti giudiziosi
I funghi possono aiutarci a comprendere meglio la natura, a mettere in discussione i capisaldi del nostro ordine mentale fatto di divisioni nette e nette individualità, a cercare nuove prospettive persino sui rapporti umani.

L’ordine nascosto ci parla di curiosità, di scienza e di storia con la stessa grinta e lo stesso spirito da spericolato esploratore mentale, pronto a ibridare ambiti del sapere ed esperienze biografiche per trasmettere nel modo più immediato ed efficace possibile la passione e la fascinazione profonda che l’autore nutre per il mistero della vita.
È stranamente rasserenante l’idea che tutto sia connesso, che i funghi scorporino e rimettano in circolazione i materiali di cui siamo fatti quando avremo smesso di vivere, che qualcosa di invisibile ci unisca al mondo che ci ha generati: la stessa sensazione di pienezza e di pace l’ho provata anche guardando un documentario sullo stesso tema: Funghi Fantastici (2019)
Uno dei protagonisti, citato peraltro da Sheldrake fra le sue principali fonti d’ispirazione, è Paul Stamets, un vero pioniere nel campo della micologia e un visionario che nel corso della sua carriera ha depositato brevetti di pesticidi e medicinali grazie ai suoi studi sui funghi e sulle loro straordinarie capacità.
Stamets reinveste una parte importante dei proventi della sua azienda, la Fungi Perfecti, nell’acquisto di nuovi terreni per effettuare nuove ricerche e nuovi esperimenti: ci parla di funghi che ripuliscono i mari dal petrolio, funghi allucinogeni e curativi, funghi che permettono alle piante di dialogare divenendo così la vera voce di ogni bosco e foresta del mondo.
In questo viaggio, il regista Louie Schwartzberg come Sheldrake ci porterà dentro il mistero dei funghi e riuscirà, con delicati time-lapse e interventi di personalità come Stamets e Michel Pollan, a farci finalmente entrare nella bellezza nascosta di miceli e corpi fruttiferi, di colori e visioni che attraversano il nostro corpo e il nostro mondo con una rete dalle potenzialità infinite, sprofondandoci in un abbraccio inumano e meraviglioso, capace di ispirarci, rilassarci, allargarci per sempre lo sguardo.
Bonus
Per deliziarvi e per finire, il video in cui Merlin Sheldrake in persona – come promesso nell’Epilogo – mangia i funghi cresciuti direttamente su una copia del suo libro:
